Arrivando a Palermo con la nave o in aereo una delle prime cose che è possibile avvistare è l’inconfondibile sagoma del Monte Pellegrino. Si tratta di un monte che caratterizza fortemente il panorama di Palermo e della cosiddetta Conca d’Oro; divide perfettamente il golfo di Palermo, dove insistono il porto e diversi approdi turistici, dal golfo di Mondello, la rinomata località balneare con la bianca e lunga spiaggia.
Monte Pellegrino è una presenza imprescindibile dalla quotidianità dei palermitani che per più motivi vi sono legati; il motivo principale è perché in cima al monte si trova il santuario della Santuzza, la Patrona di Palermo Santa Rosalia. Il santuario è raggiungibile dalla due strade panoramiche che dai due versanti, Mondello e Porto, sembrano avvolgere come le spire di un serpente il profilo della montagna. In realtà esiste anche una terza strada, sicuramente la più cara ai palermitani; si tratta della strada “Vecchia” quella utilizzata per la tradizionale “acchianata a munti piddirinu” (la salita a Monte Pellegrino). Viene infatti battuta da tutti quei devoti di Santa Rosalia che per voto o penitenza raggiungono a piedi il Santuario partendo dalle pendici del monte.
Osservando Monte Pellegrino dal lato del centro della città di Palermo è possibile scorgere una appariscente costruzione di colore rosa, edificata su un altissimo sperone di roccia. Si tratta del Castello Utveggio, una grande residenza in stile liberty risalente agli anni 30; dopo un trascorso da hotel di lusso e uno, miseramente fallito, di casinò è stato convertito in centro studi per una importante scuola di specializzazione manageriale.
Monte Pellegrino è molto frequentato dagli sportivi, soprattutto ciclisti, che sfidano le pendenze delle due strade panoramiche; i temerari che raggiungono la cima hanno come premio esclusivo una veduta mozzafiato sulla città di Palermo e buona parte della provincia.